Manifesto
Storia di un Manifesto che non porta a niente
Ti dirò che forse è meglio lasciare stare, abbiamo un sacco di cose da fare e poco tempo da perdere.
Non è fattibile, non è redditizio. Perdiamo pure soldi. Poi ci sarà sempre qualcuno che ci metterà i bastoni tra le ruote. Ci saranno scontri. La gente parla ed è malvagia. Molti sono maligni. Poi cominceranno a prendere le distanze. Ascolta me che ho più esperienza di te, lascia perdere. Mi ricordo che avevamo fatto la stessa cosa vent’anni addietro – forse meno, forse di più – ma poi è finita a tarallucci e vino (per giunta ce li siamo dovuti portare da casa). Insomma un fallimento, come al solito.
In questo posto non si può fare niente.
Non c’è una ricetta valida. Qui ognuno pensa al suo. Nessuno vuole mettersi in gioco, darsi da fare per far vivere questi paeselli abbandonati. Tutto buio. Una tristezza quando passo nella piazza della chiesa di sera. Almeno una volta c’erano le commari assettate fuori. Niente. Ora solo case abbandonate e buio. Un buio che ti viene la paura anche a camminare per strada in solitudine. Nel paese! Ma è così, ormai mi sono rassegnato – e rassegnati pure tu, ti dico! – qui è così. La gente è così. È una mentalità così. Da sempre e, credo, per sempre. Per esempio, no… dimmi ‘na cosa: come ti spieghi che siamo così tanti d’estate, ci siano così tante attività commerciali, le sagre, i balli di gruppo, tanti posti belli dove la gente va a farsi le foto – al tramonto con lo Stromboli di spalle e lo spritz in mano – ma siamo così poveri di strutture sportive, ricreative e centri di aggregazione, di socialità, di cultura?
Te lo spiego io: perché qui non puoi fare niente. E se inizi a fare ti rovini l’esistenza. Ti fai il sangue amaro. Potrai pure partire pieno di speranze, ma poi… all’inizio può darsi che li veda tutti entusiasti, ma poi si perdono. Abbandonano. Spariranno e non daranno aiuto. Sarete da soli. E poi quanti siete? A chi vi rivolgete? ah lo vedi, già non avete le idee chiare. Vi asfalteranno.
Tutto quello che state facendo è INUTILE.
Un’associazione che non vuole costruire, ma essere costruita. Tutti i giorni, con tante idee. Con quante più persone possibili. Un’associazione senza uno scopo, ma con tante finalità. Un’associazione oltre l’utile. Oltre il profittevole. Un’associazione per la comunità. Per l’utilità gratuita: l’inutilità. Apriamo le porte a tutto ciò che non si mette in tasca, ma che si custodisce tra la gente. Apriamo le porte alla condivisione senza il tasto Inoltra, al confronto, alla musica, al cinema, al teatro. Apriamoci alla comunità. Alla cultura della bellezza, della cura dei nostri spazi e di quelli che abbiamo un po’ perso di vista. Apriamoci alle cose che non portano a niente, ma riempiono tutto.
