Tramonti a Casa Berto

Se perdersi è un elemento necessario per ritrovarsi, allora è lecito pensare che in questa giornata si sia trovato il posto adatto all’impresa.
Il secondo evento della nostra non ancora costituita APS è andato in scena in uno dei luoghi più suggestivi di Capo Vaticano: Casa Berto.

L’inutilità stavolta è apparsa in tutta la sua grandezza: l’incontro con l’altro in un posto da cui risaltano in ogni angolo i caratteristici, incantevoli tratti del territorio; le chiacchiere e le curiosità raccontate da Antonia (figlia di Berto e custode appassionata di questi spazi), le letture e la musica, quella della chitarra e quella della natura, ad accompagnare i testi che lo stesso autore dedicò alla Calabria e ai suoi abitanti: i proverbi dei contadini, le annotazioni sullo stile di vita delle famiglie calabresi, i paesaggi e il racconto di luoghi unici nella nostra regione. Grazie ad Antonia e al contributo dell’associazione Estate a Casa Berto, abbiamo voluto dare forma all’idea di una visita guidata all’interno della tenuta.
Casa Berto, infatti, non è solo una casa – inserita nel circuito delle case della memoria – ma rappresenta anche un luogo dell’anima.
Ci ha accolto il “Manifesto ai ricadesi” con il quale negli anni Settanta, lo scrittore venuto dal Nord esortava la popolazione a Chiedersi il perché delle cose, con particolare riferimento all’approvazione di un progetto di piano regolatore calato dall’alto. Redatto da chi non conosceva il posto il cui paesaggio doveva contribuire a ridisegnare. Un fenomeno non così inusuale da queste parti.

 


Una domenica da nulla, quindi: solo parole, puri suoni.  E quell’orizzonte a fare da quinta naturale. Quel drappo immenso di blu e turchese da cui ancora oggi sembrano voler rinascere i miti. Rocce di granito maestoso, variazioni di luci e riflessi selvaggi, che sono lì a voler narrare leggende e vecchie storie con il lessico di vivida poesia che solo il mare conosce. A voler comparare queste voci, a quel silenzio senza fine che ci porta al largo, e più in là.
Il posto che lo scrittore veneto già nei primi anni Cinquanta elesse a suo buen retiro.

Un angolo di mondo in cui poter ritrovare se stesso e dare nuova linfa alla sua vena letteraria – e nel quale scrisse tra gli altri il suo capolavoro “Il male oscuro” – di nuovo svelato in tutta la sua magia.

La nostra idea, quindi, è stata quella di aprire questi luoghi alla comunità. Perdersi nei dedali di viottoli immersi nel verde in cui tutto sembra quietarsi, per ritrovarsi di fronte al tutto che ci pacifica e che ci rinnova. Immergersi a Casa Berto, dalla visita alla dimora dello scrittore, attraversandola fin giù al celebre Night, al tempo sede di convivi mondani e simposi culturali a picco sul mare e che anche oggi ha visto protagonisa la condivisione di letture, calici e armonia. 

In fondo a questo palco straordinario, nell’arco di uno sguardo, i due vulcani Etna e Stromboli: sagome di terra incastonate in una distesa d’azzurro.
Nell’arco di un tempo sospeso, le persone: sagome di emozioni scivolate via in un vortice di indescrivibile bellezza. 

Articolo di Alessandro Giuliano